WATSU – Water Shiatsu: come concliare acqua e benessere psichico

Sessione di Watsu nel Kibbutz Lotan - Arava Desert Israele

Vorrei descrivere brevemente l’esperienza del corso di Watsu che ho frequentato in Israele. I motivi che mi hanno portato a frequentare il corso sono principalmente due: 1) l’aver ricevuto qualche anno fa un trattamento watsu in un centro benessere in Toscana, durante un periodo della mia vita nel quale mi trovavo in Burn Out 2) Combinare questa modalità di trattamento con il Counseling.

A questo punto mi sono messo alla ricerca di un corso watsu sulla rete e con mia grande sorpresa ho trovato la possibilità di frequentare in luogo particolare e con un maestro particolare.

Così mi sono messo in viaggio per quella terra benedetta d’Israele, partendo da lamezia terme alle 6 del mattino e arrivando nel deserto di Arava alle 6.30 del pomeriggio, percorrendo la strada che da Tel Aviv porta e Eilat. Il kibbutz Lotan, già premiato per la sua proposta ecologica integrata, si trova a circa 50 km da Eilat a 100 m dal confine giordano e a 10 Km da quello egiziano.

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Il kibbutz Lotan si presenta come una piccola oasi dentro il deserto, circondato da una serie di montagne fra le quali le Red Mountains.

Il posto è del tutto particolare: le case sono costruite con paglia e fango e ci sono circa 60 persone che sono membri fissi del Kibbutz con una serie di volontari ebrei, circa 30, che provengono dalla Gran Bretagna.

Il primo giorno, quello dell’arrivo, dopo una breve visita e la conoscenza del maestro, sono andato a dormire per recuperare un po’ di energia e consentire al mio corpo di adeguarsi alla temperatura del deserto e alla gran quantità di luce e di caldo. Fortunatamente in camera c’è l’aria condizionata e gran parte della giornata si svolge in piscina,

Il primo incontro è previsto alle 13.30 con un breve meeting condotto da Hiddai Shaked. Dopo un giro di conoscenza abbiamo preso confidenza con i luoghi che avremmo frequentato e poi l’appuntamento è stato dato nella piscina Watsu per cominciare ad impratichirsi con questa tecnica che ha bisogno di molta pratica e poca teoria, se non quella necessaria ad effettuare movimenti esatti e corretti posturalmente.

Ci siamo ritrovati tutti in piscina, cominciando a lavorare con alcuni semplici movimenti, quali la respirazione, l’inclinazione delle gambe in acqua a destra e sinistra, la rotazione di 180°, la Water Breathe Dance (WBD), che è una sorta di sintonizzazione sul canale della respirazione del cliente, per raggiungere un buon grado di empatia. Ci è stato evidenziato in questa fase come sia importante sostenere e non stringere o trattenere il cliente, il lavoro dell’operatore è quello di far fluttuare e galleggiare il cliente senza opporre tensioni, bruschi movimenti o eventuali strattoni. Molta parte del lavoro iniziale è servito ad acquisire una naturalezza e una spontaneità in questi movimenti che richiedono una grande consapevolezza di se, una buona stabilità in acqua, la capacità di ascoltare il silenzio, di percepire la respirazione del cliente e il suo comfort.

Alcune norme igieniche fondamentali da rispettare: a) non usare profumi fastidiosi o persistenti che potrebbero disturbare il cliente durante il trattamento, b) prima di entrare in piscina è bene fare una doccia e altrettanto chiedere al cliente, c) operare accertandosi di non avere alitosi persistente, dovendo avere per lungo tempo il cliente fra le proprie braccia, d) non avere fretta. La prima giornata si è conclusa con una riunione di feed back in acqua e alcuni suggerimenti di Hiddai. Ci siamo augurati lo Shabbat Shalom e abbiamo goduto della buona cena preparata per l’occasione dai membri del Kibbutz. L’atteggiamento di rispetto e di accoglienza consente di sentirsi a proprio agio anche se di tradizione religiosa diversa. Il secondo giorno di corso comincia all’alba con una sveglia alle 6.30 un breve caffè e una visita al kibbutz fatta da Hiddai per introdurci alla loro scelta di vivere in comunità condividendo l’ideale della riforma giudaica che non prevede una stretta osservanza e che accetta al proprio interno anche persone che non hanno un particolare atteggiamento di fede. Alla base di questo socialismo condiviso si vede molto lavoro che ha alla base il motto: non c’è pane se non c’è legge (Torah).

Maestro Hiddai con le sue due bambine

La visita ci ha mostrato un Kibbutz che sta proponendo uno stile di vita ecologico integrato, per non turbare l’eco sistema desertico e soprattutto evitare di produrre rifiuti inutili. Il kibbutz è stato in parte costruito con materiale riciclato come alcune ruote di macchine e camion non più in buono stato, paglia, fango, sabbia, bottiglie di vetro e plastica. Molti dei rifiuti organici vengono trasformati in compost per l’agricoltura e la cosa sorprendente sono le toilettes che prevedono anch’esse la tecnica di compostaggio, risparmiando acqua e producendo dagli escrementi umani ottimo compost per le piantagioni.

raccolta di datteri da palma nel Kibbutz

Il kibbutz ha vita ed economia autonoma, riducendo di molto tutto quello che comporta la spesa per lo smaltimento dei rifiuti solidi. Non mancano allevamenti di mucche e di capre. La visita si è conclusa alle 8.30 con una colazione abbondante. L’appuntamento è fissato alle 9.30 per il lavoro in piscina. Appena entrati in vasca Hiddai ci propone i movimenti sui quali avremmo dovuto lavorare. Si sono prestati due studenti volontari e con molta precisione e accuratezza ci sono stati spiegati i seguenti movimenti: WBD, Slow offering, Free Spine, WDB, One leg offering, Two Leg offering, Accordion, Rotating Accordion, Near leg rotation, Far leg rotation, Arm Breath Squeeze, Hand Hold. C’è stata la possibilità di fare pratica tra di noi e nel pomeriggio sono stati invitati dei volontari.Appuntemento alle 15.00 in piscina per un lungo pomeriggio di pratica. Durante il pomeriggio, ho avuto la possibilità di esercitarmi un pò, con due clienti: una ragazza del Kibbutz e un’ospite americana del Winscounsin. Hiddai per facilitare il compito ci ha messo, a bordo piscina, un pannello con l’intera sequenza scritta per poter operare in assoluita tranquillità. Nel mettere in atto la sequenza, ho avuto alcune difficoltà in merito al mantenere le spalle e il collo in acqua e solo la testa fuori. Ho confuso alcuni movimenti, in particolare quelli della prima fase: one leg offering, two legs offering. Ho compreso dopo che si tratta della semplice offerta di un leggero movimento con una e due game senza alcuna rotazione. Il cosìddetto accordion (fisarmonica) è invece risultato con il primo volontario più difficlie, quasi avessi paura di fare male. Con il secondo cliente, molto più facile, tanto da poter unire le mani (squeeze). Per il resto la rotazione e il movimento dell’accordion rotation è rislutato all’inizio molto impacciato, via via più fluido e coordinato. Dopo 3 ore di lavoro abbiamo fatto un briefing per condividere l’esperienza e comunicare così lo stato d’animo nel quale ci siamo trovati mentre lavoravamo. Hiddai è molto bravo e molto comprensivo. Lavorare in inglese ha i suoi vantaggi, consentendo di acquisire la terminologia internazionale, anche se talvolta crea confusione perchè non è la lingua propria degli studenti di questo corso. La serata si è conclusa con una cena tipica ebraica, preparata nel luogo che abbiamo visitato la mattina: una bella costruzione di fango, paglia, sabbia, finanziata dal giverno israeliano per sostenere questa comunità stabile. Una cena tutta vegetale. In serata c’è la anche la possibilità di ritornare in piscina, ma non è stato possibile rintracciare alcun cliente volontario, così ho preso la via della mia stanza per andare a riposare.

La cena insieme

La terza giornata comincia molto presto con un appuntamento nella piscina scoperta del Kibbutz alle sette. Hiddai propone degli esercizi di Tai Chi per migliorare le nostre perfomances in acqua e dopo un’ora di lavoro, illustra quali saranno i contenuti della giornata. Alle 9.30, dopo una abbondante ed energica colazione, comincia la nuova sessione di lavoro con una dimostrazione sulla nuova sequenza da apprendere. La mattinata trascorre lieta nell’apprendere nuove posizioni in acqua e ripetere la sequenza fino a quel momento appresa. Ci si ferma alle 12.30 per una pausa pranzo per poi ricominciare alle 15.00. Ripartiamo ripetendo la sequenza per intero fino a sera. La sequenza fino a questo punto è composta dai seguenti movimenti che provo ad elencare nell’ordine:

  1. WBD
  2. Slow offering
  3. Free spine
  4. WBD
  5. One leg offering
  6. Two legs offering
  7. Accordion
  8. Rotation Accordion
  9. Near leg rotation
  10. Far leg rotation
  11. One leg over shoulder
  12. Arm Breath squeeze
  13. Hand Hold
  14. Pull around
  15. Swing
  16. Push around
  17. Arm leg rock
  18. Thigh press
  19. Overgrip rotation

Questi sono i movimenti fin qui appresi. Tutto il pomeriggio e la serata fino a mezzanotte trascorre nella ripetizione della sequenza, avendo la possibilità di avere dei volontari che si prestano per le nostre esercitazioni. Al termine di questa giornata, c’è da sottolineare l’interessante briefing del pomeriggio circa le informazioni che Hiddai ha dato nel caso in cui dovessimo lavorare con persone che soffrono di nausea o di malessere in acqua. Allo stesso modo, vengono date informazioni nel caso in cui si verificasse una crisi emotiva in acqua. Le regole che valgono nel colloquio di counseling, valgono anche per il watsu. Evitare di indagare perchè la persona piange, non incoraggiare, né tantomento offrire sostegno o interpretazione. Solo contenimento.

Continua…

Una parte dell'esame conclusivo


2 Risposte to “WATSU – Water Shiatsu: come concliare acqua e benessere psichico”

  1. Bellissima esperienza!Dalla descrizione del corso sono tangibilili la pacatezza, tranquillità e bellezza della vita!Avverto la riscoperta la semplicità di se stessi!!

  2. non conoscevo il sito,ancora,mi ha sorpreso vederti in azione nei panni di un istruttore,anche con una certa partecipazionePer quanto mi riguarda conosco un pò il beneficio di questa tecnica,che in passato ho sperimentato.In più in acqua mi trovo a mio agio,sento che il corpo non ha nessuna resistenza,e si muove con leggerezza cosa che non mi riesce usando la posizione eretta..causa il limite di deambulazione.saluti.

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